Paola

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Un tempo infinito, è finito.
Torno a casa.
Corpo caldo nel sonno
profuma della notte
appena sfiorita.
E’ giorno.
E la tua finestra è spalancata
su un cielo terso
di città deserta e odorosa di caffè.
Apro la porta e ti vedo,
allungata
sotto le coperte: desiderio
in attesa di essere appagato.
Senza fiato
plasmo il mio corpo al tuo
nutrendo di passione e adrenalina
ogni angolo
e pianura
e le cellule, a miliardi.
Sonnacchiosa mi risucchi
nel tuo sogno.
E io sparisco nei tuoi splendidi trent’anni.

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terra di nessuno

dalla “Bhagavad Gita”

<DALLA COLLERA NASCE L’ILLUSIONE; L’ILLUSIONE GENERA PERDITA DI MEMORIA. DALLA DISTRUZIONE DELLA MEMORIA DERIVA LA ROVINA DELLA FACOLTA’ DISCRIMINATIVA. DALLA ROVINA DELLA DISCRIMINAZIONE SEGUE L’ANNIENTAMENTO.>

Sono una ricercatrice di Verità.
Non c’è bonaccia, non c’è tempesta che mi fermerà.
Come il sole scioglie neve per dare acqua, questo corpo fisico,
che non fa di me un “sono”, ma solo un “ho”,
si trasformerà per millenni ancora, fino a giungere a valle,
dove alta è la Luce e immortale la Vita.

IL PRESENTE E’ IL PASSATO DI CIO’ CHE SARA’.

14 Commenti

  1. Un eros contemporaneamente delicato e infuocato… intenso questo risveglio, reso bene dalla scelta delle immagini e degli aromi (come quello di caffè…). Lo trovo sinceramente originale: un componimento diverso dai soliti letti e riletti, complimenti!

  2. Nel profondo del mio sentire custodirò le vostre parole.
    Vi abbraccio e auguro a tutti un luminoso anno che verrà.
    Igna.

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